Sedici anni dopo la storica notte di Johannesburg firmata da Andrés Iniesta, la Nazionale spagnola torna sul tetto del pianeta. Al New York New Jersey Stadium di East Rutherford, le Furie Rosse piegano l’Argentina per 1-0 al termine di una finalissima logorante ed emozionante, decisa dal guizzo di Ferrán Torres al 106° minuto. Un successo che regala al calcio spagnolo la seconda Coppa del Mondo della sua storia, unendo idealmente il trionfo iridato alla recente affermazione continentale.
Il racconto della finale
Il match si è sviluppato sotto il controllo territoriale quasi totale della selezione guidata da Luis de la Fuente. L’Albiceleste, costretta a correre a vuoto e frenata dall’infortunio a freddo di Lisandro Martínez, ha impostato una gara difensiva rigorosa, affidandosi ai raddoppi sugli esterni e alle parate di un superlativo Emiliano Martínez.
La retroguardia sudamericana ha retto l’urto per tutti i tempi regolamentari, arginando le iniziative di Lamine Yamal e Dani Olmo. Tuttavia, l’equilibrio si è spezzato proprio in apertura di extra-time: l’espulsione per doppia ammonizione rimediata da Enzo Fernández nel finale del recupero ha costretto gli uomini di Lionel Scaloni a stringere i denti in inferiorità numerica.
Al 106′, il muro argentino è definitivamente crollato: uno splendido assist di Nico Williams ha imbeccato Ferrán Torres, freddo nel battere il portiere sotto gli occhi di leggende del calibro di Xavi, Puyol, Ramos e dello stesso Iniesta presenti in tribuna. Neppure il generoso assalto finale guidato da Lionel Messi ha evitato il verdetto del campo.
La Spagna festeggia il titolo mondiale — incassando una sola rete nell’intero torneo —, mentre cala il sipario sull’ultimo atto iridato di Messi, costretto a cedere lo scettro a una nuova e dominante generazione di campioni iberici.


















