L’inserimento a parametro zero di John Stones — vicino a sbarcare a Milano per visite mediche e firma sulla base di un biennale da 4 milioni a stagione — non sposta i piani della dirigenza nerazzurra per la difesa. La società di Viale della Liberazione continua a considerare Cristian Romero il grande obiettivo per completare il reparto a disposizione di Cristian Chivu, colmando numericamente e qualitativamente le partenze pesanti dei vari Acerbi, De Vrij e Darmian.
Perché l’arrivo di Stones favorisce l’Inter nella trattativa per Romero
L’ingaggio dell’ex centrale del Manchester City incide direttamente sulle tempistiche e sulla forza negoziale dell’Inter:
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Fine dell’urgenza: Prima dell’accordo con Stones, il club aveva la necessità di chiudere rapidamente un’operazione per tappare i buchi difensivi. Oggi, con il reparto parzialmente blindato, Piero Ausilio può permettersi di gestire la trattativa con il Tottenham senza l’ansia di dover correre o subire aste di mercato.
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Margine di manovra economica: Gli Spurs valutano Romero tra i 40 e i 45 milioni di euro, mentre l’ingaggio attuale del giocatore (circa 6,5 milioni netti) rappresenta un nodo da sciogliere con un contratto a lunga scadenza (fino al 2030 o 2031) basato su una parte fissa più bassa e ricchi bonus legati agli obiettivi. La calma garantita da Stones permette all’Inter di trattare al ribasso, forte anche del gradimento totale del difensore argentino, che gradirebbe molto il ritorno in Serie A.
Le variabili di mercato: Pavard e la concorrenza
Un ulteriore fattore che potrebbe sbloccare definitivamente l’affare è legato alle uscite: eventuali sviluppi futuri sulla posizione di Benjamin Pavard libererebbero ulteriore spazio salariale e di bilancio.
Nonostante la concorrenza estera (con Barcellona, Atletico Madrid e Arsenal vigili ma frenate dalle rispettive necessità di sfoltire prima di affondare il colpo), l’Inter resta in una posizione di controllo, forte di una strategia lucida e della volontà ferma del “Cuti”.


















