Non ci sono più aggettivi per descrivere Lionel Messi. In una serata a Dallas che poteva complicarsi dopo un rigore fallito in avvio, il capitano dell’Argentina ha preso per mano la squadra, abbattendo l’Austria e regalando ai campioni del mondo in carica la matematica certezza del passaggio ai sedicesimi di finale.
Il “Messi-Show”: dal rigore sbagliato al record solitario
La partita dell’Albiceleste è stata, di fatto, il monologo di un solo uomo. Messi ha vissuto un inizio di gara complicato: al 9′, dopo un fallo subito da Lautaro Martínez, il numero 10 si è presentato sul dischetto, calciando però incredibilmente fuori. Lungi dal farsi condizionare dall’errore, la Pulce ha continuato a imperversare sulla trequarti austriaca, trovando finalmente il varco giusto al 38′: un tocco di fino su suggerimento di Medina ha sbloccato il risultato. Con questa rete, Messi ha raggiunto quota 17 gol mondiali, superando definitivamente il record di Miroslav Klose.
Nella ripresa, l’Austria ha provato a rispondere con una punizione insidiosa di Sabitzer, neutralizzata da un attento “Dibu” Martínez, ma la pressione argentina non si è mai placata. Nel finale, al 95′, è arrivato il sigillo definitivo: una ripartenza veloce chiusa in rete al terzo tentativo personale, che ha fissato il punteggio sul 2-0.
Verso il record infinito
Con questa doppietta, Messi sale a quota 18 gol totali nelle fasi finali della Coppa del Mondo e a 5 reti in sole due partite in questa edizione 2026. L’Argentina di Lionel Scaloni si conferma dunque una macchina da guerra, solida e trascinata da un leader che, a 38 anni, sembra trovarsi nel miglior momento di forma della sua intera carriera. Mentre il pubblico di Dallas celebrava un mito vivente, l’attenzione si sposta ora sul match tra Giordania e Algeria: il risultato di questa gara determinerà se l’Argentina chiuderà il girone al primo posto, mettendo le basi per una corsa al titolo che, vista questa condizione, appare più che mai minacciosa per tutte le altre pretendenti.















